Monta una gomma gravel larga su un cerchio stretto e lo senti alla prima curva veloce: la gomma ondeggia, la pressione che vorresti usare non è quella di cui ti fidi, e la ruota inizia a decidere la traiettoria per te. La rivista olandese Fiets Magazine ha pubblicato nel numero di febbraio 2025 (#02) un test Anath 423: un set di ruote pensato per evitare proprio questo, allora ancora venduto come Anath 423 Gravel+.
Il titolo riassume il test in una riga: “Scorre come il sole.” Ecco cosa hanno notato i tester, e cosa c’è dietro.
Cosa hanno notato i tester nel test Anath 423
Sono emersi tre aspetti. Le ruote sono costruite attorno alle gomme larghe che oggi le gravel possono montare. Montare quelle gomme sui cerchi hookless è stato facile, e dopo una settimana le gomme erano ancora gonfie anche se i tester non avevano aggiunto lattice. Infine stabilità e durata delle ruote hanno ricevuto elogi, che i tester hanno collegato al profilo asimmetrico del cerchio.
Perché un canale interno da 33 mm cambia il comportamento della gomma
La maggior parte dei cerchi gravel è ancora vicina in larghezza ai cerchi da strada. Su un cerchio così stretto, una gomma da 45 mm viene strizzata in una forma più squadrata e meno sostenuta, e il fianco si piega prima quando spingi in curva o giri a bassa pressione. Con un canale interno da 33 mm la Anath 423 dà alla gomma un profilo più tondo e sostiene il fianco per tutta l’altezza. È questo che ti permette di abbassare la pressione per comfort e grip senza che la gomma ondeggi sotto di te.
La larghezza conta anche per la velocità in pianura. Quando una gomma larga sporge oltre un cerchio stretto, l’aria deve superare un gradino brusco nel passaggio tra gomma e cerchio. Un cerchio più largo con 42 mm di profilo rende quel passaggio più fluido, così ruota e gomma si comportano nel vento più come una forma unica. Il set provato univa 42 mm di profilo e 33 mm di canale interno in carbonio, con mozzi DT Swiss 350 o 240 e un peso tra 1460 e 1530 grammi a seconda della configurazione.
Cosa sapere sull’hookless
Il cerchio della Anath 423 è hookless: il fianco è dritto, senza il gancio che trattiene il tallone della gomma su un cerchio tradizionale. È questo che rende facile il montaggio e l’assestamento, ed è per questo che nel test le gomme hanno tenuto l’aria. Il compromesso: servono gomme marcate come compatibili hookless e devi restare entro la pressione massima del cerchio. La nostra tabella delle pressioni indica la pressione di partenza per la tua larghezza di gomma e il tuo peso.
Perché l’asimmetria conta per stabilità e durata dei raggi
Su una ruota posteriore con freno a disco, la cassetta costringe i raggi in una campanatura: quelli lato trasmissione sono molto più tesi di quelli dell’altro lato. Più grande è la differenza, prima il lato meno teso si allenta sotto carico, e i raggi allentati sono quelli che si affaticano e si rompono. Il design asimmetrico del cerchio ART sposta il letto dei raggi per avvicinare i due lati. Entrambi i lati portano così una tensione più uniforme, ed è ciò che i tester hanno descritto come stabilità in più e minor rischio di rottura dei raggi.
Due costruzioni sullo stesso cerchio
Il cerchio del test oggi equipaggia due set di ruote. La Anath 423 SL usa mozzi DT Swiss 240 EXP e pesa 1377 g nella configurazione più leggera. La Anath 423 usa mozzi DT Swiss 350. Entrambe montano gomme da 40 mm gravel fino a circa 60 mm (2,35 pollici) da MTB, quindi le stesse ruote passano da una gara a una settimana di bikepacking cambiando solo le gomme.
Leggi il test
Il test completo è su Fiets Magazine #02 del 2025.
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